Cos’è la classe anti-effrazione e come si ottiene

I produttori di porte blindate, strumenti specifici anti-effrazione molto complessi ed articolati, utilizzano infiniti materiali, componenti e tecnologie per la produzione e l’assemblaggio di porte blindate, per questo si è resa necessaria l’identificazione e l’adozione di classi antieffrazione universali per orientare il consumatore alla scelta della porta ideale per le sue necessità di sicurezza e permettergli di confrontare le varie proposte sul mercato secondo parametri comuni ed oggettivi.

Significato di “effrazione”

Per effrazione si intende la forzatura di dispositivi di sicurezza o di sistemi di chiusura al fine di violare una proprietà per furto o aggressione. L’effrazione avviene attraverso lo scasso, ovvero la forzatura di serrature e di altri dispositivi atti a proteggere gli ambienti da intrusioni non gradite.

Cos’è una classe antieffrazione?

La classe antieffrazione è dunque una classificazione per le porte blindate che ne stabilisce il grado di efficacia in termini di sicurezza, in base ai materiali e le tecnologie adoperate.

Come si ottiene una classe antieffrazione?

I produttori di porte, portoni e portoncini blindati devono sottoporre i propri prodotti a tre test di valutazione antieffrazione che misurano:

  • la resistenza al carico statico della porta,
  • la resistenza al carico dinamico,
  • la resistenza all’attacco manuale.

Le prove di resistenza a carico statico e dinamico vengono definite convenzionali e sono realizzate tramite appositi macchinari che simulano ripetute prove di effrazione sulla porta testata, in modo da stabilirne il grado di resistenza. Tali test evidenziano, dunque, i limiti e le carenze della porta blindata.

La prova di resistenza all’attacco manuale è invece un test reale, che prevede l’utilizzo di strumenti di effrazione sempre più complessi utilizzati oggi dagli scassinatori e malintenzionati. Il parametro di valutazione in questo caso è il tempo impiegato per compiere lo scasso.

Questi test rappresentano procedure indispensabili per stabilire la qualità della porta blindata e assegnarle una certificazione specifica. Per questo vengono realizzate non all’interno degli stabilimenti produttivi, ma all’interno di specifici laboratori esterni ai quali devono essere forniti due campioni del modello di porta blindata da testare. Tali laboratori devono essere certificati dal Ministero.

La normativa Uni Env 1627/30

La normativa europea 1627/30 ha identificato 6 classi antieffrazione per le porte blindate. 1 identifica il livello più basso della scala di sicurezza, dove l’apertura della porta può essere effettuata semplicemente con la forza del corpo, come una spallata o un calcio. 6 rappresenta il massimo livello, dove la porta può resistere ai più raffinati tentativi di intrusione, sia di forza che tecnologici, e per questo viene utilizzata in ambienti dove si richiede la massima sicurezza come banche, gioiellerie o gallerie d’arte.

La dicitura Uni sta ad indicare che tale classificazione europea è stata adottata anche dall’Ente formatore italiano.

Classe anti-effrazione 1

È la classe di sicurezza minima. Per divellere la porta è sufficiente la sola forza fisica di una persona. Ha dunque resistenza molto limitata e non è in grado di fermare gli scassinatori. Può essere indicata per: porta di magazzini contenenti merci di scarso valore, abitazioni con normale rischio di intrusione, caposcala. Solitamente i ladri sono occasionali e non hanno particolare idea di quanto presente all’interno dell’abitazione o dell’immobile.

Classe anti-effrazione 2

Questa classe resiste ad uno scassinatore occasionale dotato di attrezzi semplici per lo scasso, come ad esempio cacciaviti e tenaglie, cunei o giravite. La si trova solitamente in immobili industriali ed uffici con rischio poco elevato, che non necessitano di reale sicurezza. Anche in questo caso i malintenzionati non sono particolarmente a conoscenza di cosa si trova all’interno dell’immobile.

Classe anti-effrazione 3

Si tratta di porte d’ingresso antieffrazione in grado di opporre resistenza ad uno scassinatore fornito di attrezzi più sofisticati, come il piede di porco, un piccolo martello o un trapano manuale. Le porte blindate classe 3 sono state per anni consigliate come soluzioni ideali per le abitazioni private. Ad oggi rientrano invece nel gradino più basso nel discorso sicurezza.

Classe anti-effrazione 4

Le porte blindate di quarta classe sono create per resistere a scassinatori esperti e preparati, che utilizzano dunque attrezzi più sofisticati e specifici come trapani elettrici, seghe, martelli, scalpelli o accette. Con l’evoluzione delle tecniche rappresentano oggi la base in materia di sicurezza.
Vengono utilizzate in contesti residenziali come ville signorili e appartamenti di lusso, in ambito commerciale come porte esterne per banche, ospedali, gioiellerie ed orologerie e in contesti industriali per lo stoccaggio di materiali e merci di pregio.

Classe anti-effrazione 5

Le porte blindate classe 5 garantiscono una maggiore tutela e resistono a rapinatori molto esperti che si servono di numerosi strumenti, anche elettrici, come Flessibili e trapani. Le porte blindate di quinta classe sono indicate per ambienti militari e caserme, gioiellerie e orologerie, banche, uffici postali o uffici politici/istituzionali come ambasciate. In ambienti dunque dove la sicurezza è importante ed essenziale non solo per la presenza di materie di pregio, ma anche per documenti riservati ed atti.

Classe anti-effrazione 6

La porta blindata di sesta classe garantisce il massimo livello di resistenza al tentativo di intrusione e all’attacco di scassinatori professionisti. Le sue caratteristiche la rendono sicura anche in presenza di strumentazioni estremamente all’avanguardia e tecnologiche, oltre che di elevata potenza. Oltre ad essere sicura per tutti gli ambienti protetti perla classe 5, è indicata anche per gli impianti nucleari

Non tutte le classi garantiscono la sicurezza della tua abitazione.

Gresia Porte ci tiene a consigliare i propri clienti nella corretta scelta della porta blindata, portone o portoncini in base all’ambiente da proteggere e dunque alle specifiche necessità di sicurezza. Le soluzioni proposte dalle classi più basse, da 1 a 3, non sono purtroppo ad oggi sufficienti per garantire la sicurezza degli immobili residenziali, commerciali o industriali e vengono sempre più spesso sostituite. Per questo una scelta di sicurezza parte della quarta classe antieffrazione, la prima che riesce a garantire in caso di situazioni di rischio una tutela dell’immobile.

Perché la normativa ci aiuta nella scelta della porta blindata?

Le classi anti-effrazione non sono di certo l’unico parametro da tenere in considerazione per la scelta della propria porta blindata, ma possono aiutarci nel capire se una porta corrisponde o meno agli standard di sicurezza di cui necessitiamo. Ci permettono inoltre di fare dei confronti tra i prezzi di prodotti con determinate garanzie di sicurezza comuni e dunque agevolarci nella scelta.